I (MIEI) 6 MOTIVI PER TRASFERIRSI IN FRANCIA

 

 

Quali sono i motivi per scegliere di vivere in Francia piuttosto che in un altro paese? Quali sono i vantaggi della vita francese? In questo articolo ti dico la mia sulla base di 5 anni di vita in Francia. Buona lettura!

Vivo in Francia in maniera stabile dal 2016. Ma tra il 2009 et il 2015 ho vissuto periodi più o meno lunghi in altri paesi: Svizzera, Belgio, ma anche India e Tunisia. 

 

In generale, ho sempre avuto la passione per i viaggi e la voglia di scoprire posti nuovi. Quando è arrivato il momento di decidere dove mettere le radici, la Francia si è rivelata per me il paese più adatto. Ovviamente, su ogni decisione personale di cambiare paese pesano molti fattori, diversi per ciascuno di noi. 

 

Ma se in questo momento stai pensando di fare un’esperienza all’estero e non sai quale paese scegliere, ti consiglio di leggere i miei sei motivi per trasferirsi in Francia. Quindi: buona lettura!   

 

Una lingua non troppo ostica per un madrelingua italiano

Tra i motivi per vivere in Francia, metterei sicuramente al primo posto la lingua francese. Per quanto il francese sia complicato sia dal punto di vista della pronuncia che da quello dell’ortografia, rimane pur sempre una lingua neolatina. Quindi, se non altro “a spanne”, un italiano può destreggiarsi fin da subito, persino avendo studiato poco o niente di francese. Questo discorso vale almeno per la comprensione di frasi di base, senza dubbio allo scritto, magari un po’ meno all’orale (diciamo che la comprensione orale dipende anche dalla velocità con cui parla il tuo interlocutore e da eventuali accenti o cadenze!). In ogni caso, molte parole si somigliano. Grazie a questa somiglianza, per un italiano sarà comunque più semplice imparare il francese rispetto al mandarino, al tedesco, o all’arabo. 

 

Attenzione! Con questo non voglio dire che il francese sia da prendere sotto gamba. Al contrario, è necessario un lavoro serio e costante sulla lingua per poter vivere, lavorare e integrarsi in Francia. 

 

Un ottimo sistema di welfare 

La Francia ha un sistema molto strutturato di sussidi pubblici di vario tipo. In effetti, questi aiuti possono fare la differenza nei momenti difficili della vita, incluso quello in cui si è arrivati nel paese da poco. Ovviamente, l’altra faccia della medaglia di questo sistema di welfare è un livello di tasse piuttosto elevato per la maggior parte dei cittadini. Eppure, siccome la maggior parte delle persone paga le tasse e segue le regole, l’insieme riesce a stare in piedi, a beneficio di tutti. 

 

Esistono ad esempio degli aiuti statali per pagarsi l’affitto, riservati a chi ha un reddito modesto. Quasi tutti gli studenti o stagisti ne beneficiano. Ma anche alcune famiglie dove entrambi i genitori lavorano e hanno stipendi bassi possono accedervi. Una condizione imprescindibile per vedersi attribuire questo aiuto è quella di avere un regolare contratto di affitto a proprio nome. Questo è un modo efficace per combattere gli affitti in nero. Il proprietario che, per evadere le tasse, si rifiuta di fare un contratto in regola, perderà molti potenziali inquilini appartenenti alla fascia studenti. Questi preferiranno beneficiare degli aiuti e dunque scegliere una casa con un proprietario serio, che proponga un vero contratto e che paghi le tasse.  

 

Lo stesso vale per le prestazioni di baby sitter o di personale per le pulizie. Se questo personale è dichiarato regolarmente, lo stato permette di dedurre il loro stipendio dalle imposte, e in alcuni casi aiuta a pagarne i contributi. Personalmente, sono contenta di pagare le mie tasse per tenere in piedi questo sistema, che si assicura di non lasciare nessuno troppo in difficoltà. 

Tra i motivi per scegliere di vivere in Francia, il buon sistema di welfare mi sembra uno dei più importanti perché ha un vero impatto sulla qualità della vita. 

 

Un buon sistema sanitario

Anche il sistema sanitario francese è ben organizzato e accessibile a tutti, sebbene inizialmente il sistema di pagamenti e rimborsi può apparire un po’ contorto.  Ho trovato che, una volta ottenuta l’irrinunciabile carte vitale (l’equivalente del nostro tesserino sanitario), anche senza avere un’assicurazione privata complementare, le mie spese mediche fossero inferiori rispetto a quelle sostenute in Italia. Inoltre, ricordo con fastidio alcuni medici e dentisti italiani fare “sconti” sulle prestazioni (comunque carissime) se si pagava in nero. Non sono invece mai incappata in questa fastidiosa pratica da quando vivo in Francia. 

 

Un mercato del lavoro dinamico

Qui ti parlo soprattutto della mia esperienza personale di italiana emigrata in Francia, più precisamente a Lione da Milano, nel 2014. Spero che, nel frattempo, la situazione italiana sia migliorata.

 

Dopo essermi laureata nel 2012, e aver ascoltato discorsi e litanie sul tono “c’è la crisi, è impossibile trovare un lavoro in Italia” fin dal lontano 2008-2009, mi sono trovata per un paio di anni in una giungla: a cominciare dagli annunci rivolti a stagisti con almeno due anni di esperienza, passando per i colloqui di gruppo con simulazione di consigli d’amministrazione per ottenere contratti di un mese, poi per gli stage alla “Il Diavolo veste Prada” con relative vessazioni quotidiane. Dopo le promesse non mantenute di trasformazione del contratto di stage in collaborazione a partita IVA, ho ottenuto dei contratti a progetto. Infine ho anche avuto il tanto agognato contratto a tempo indeterminato in cambio di circa 60 ore di lavoro settimanali e della mia anima. 

 

Venendo da queste esperienze, ho trovato la situazione francese da subito più strutturata, gli stipendi in media più alti, i lavori in regola, gli stage per quarantenni non autorizzati, e infine gli straordinari da pazzi e il capo che ti contatta alle due di notte più un’eccezione che una regola.

Rinconversioni professionali e abitudine al cambiamento

 

Ho anche riscontrato un certo dinamismo nella possibilità di cambiare lavoro se lo si desidera. Al contrario, tante volte in Italia mi sentivo trattata come una disperata a prescindere, del tipo “è già tanto se ti proponiamo un lavoro e dovresti solo ringraziare” oppure “se lasci questo posto chissà poi quando ti ricapita di trovarne un altro”. 

 

Non solo è comune evolversi e fare carriera (magari cambiando azienda) rimanendo nello stesso settore. Sono frequenti anche le “riconversioni professionali”. Si tratta in pratica di percorsi in parte finanziabili con i crediti formativi acquisiti lavorando, in cui si è seguiti da professionisti ai fini di orientarsi su un nuovo settore/mestiere.

Una vita culturale vivace e accessibile

 

La Francia in generale è molto ricca di eventi, manifestazioni sportive, teatri, cinema, mostre. Le attività associative di vario tipo sono poi particolarmente diffuse, persino nei paesini di campagna più sperduti. Trovo inoltre che con un po’ di astuzia, informandosi e anticipando i tempi, si riesca ad accedere a tante di queste attività anche a basso prezzo.

 

Questo vale soprattutto se si è studenti, giovani o si ha un reddito modesto. Ad esempio, molti cinema o teatri propongono una tariffa per famiglie numerose e una per chi è in disoccupazione.

 

Ci sono associazioni e gruppi auto-organizzati per fare praticamente qualunque tipo di attività: a Lione si va dal giro in roller sulle rive del fiume, alla danza al parco, ai giochi di società. Insomma, tutte queste possibilità possono rendere più semplice l’integrazione una volta arrivati in Francia.  

 

Una vicinanza gastronomica con l’italia e una buona varietà di piatti

I motivi per vivere in Francia sono anche…gastronomici. Ho aggiunto questo punto perché sui vari gruppi Facebook del tipo “Italiani a Lione” o “Italiani in Francia” le domande su dove trovare questo o quel cibo italiano e le lamentele sulla cucina francese sono molto frequenti. 

Credo sia nella natura umana andare alla ricerca delle proprie abitudini anche all’estero. Detto questo, la mia opinione è che in Francia si mangia molto bene. Prima di tutto, c’è altrettanta varietà che in Italia, per questo non è troppo traumatico dal punto di vista del cibo trasferirsi in Francia. Momenti come il pranzo (e quindi la pausa pranzo in ufficio), la cena o l’aperitivo vengono considerati importanti e quasi sacri in Francia proprio come in Italia! 

 

Inoltre, solo per fare un esempio, non trovo una differenza troppo marcata tra i piatti lionesi e quelli del nord italia dove sono cresciuta (salsicce e stomaci di animali vari sono all’ordine del giorno in entrambi i luoghi). Alla stessa maniera, trovo una vicinanza di ingredienti tra i piatti provenzali o della Costa Azzurra e quelli che si mangiano sulle coste italiane, per ovvie ragioni di materie prime e di ingredienti in comune. Insomma, dal punto di vista del cibo si sopravvive, e questo può essere rassicurante quando si parte per la Francia. 

Per concludere, meritano una menzione a parte il pane e la pasticceria francesi. Sono eccellenti e sono ovunque. Un po’ come le gelaterie in Italia, che si trovano anche nei più’ sperduti paesini e che sono sempre aperte, qui in Francia croissant e baguette ti aspetteranno a ogni angolo e saranno mediamente molto molto buoni. 

 

Una vicinanza geografica con l’Italia

Se facciamo un confronto con un trasferimento negli Stati Uniti o in Australia, trovo che la vicinanza della Francia rispetto all’Italia possa facilitare di parecchio le cose.  Questo riguarda sia il trasferimento iniziale sia il ritorno in Italia per vacanze o altre esigenze. Tra i motivi per vivere in Francia metterei quindi anche quello della vicinanza geografica. 

 

Che ne pensi? Quali sono i per te i fattori chiave per decidere in quale paese trasferirti? Se hai già sperimentato la vita in Francia, quali sono i vantaggi che hai notato? E quali gli svantaggi? Fammelo sapere nei commenti o scrivendomi.


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